A sequel to Sir Arthur C. Clarke's Nebula Award–winning novella "A Meeting with Medusa," this novel continues the thrilling adventure of astronaut Howard Falcon, humanity's first explorer of Jupiter from two modern science fiction masters.
Howard Falcon almost lost his life in an accident as the first human astronaut to explore the atmosphere of Jupiter—and a combination of human ingenuity and technical expertise brought him back. But he is no longer himself. Instead, he has been changed into an augmented human: part man, part machine, and exceptionally capable. |
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Avevo preso questo romanzo attirato dal nome degli autori, due validissimi esponenti della nuova Space Opera inglese, ma poi ho scoperto che si tratta di una espansione di un vecchio racconto di Arthur Clarke, e mi è un po' passata la voglia di leggerlo. Baxter era già stato coautore con Clarke di una trilogia vagamente ispirata a Odissea nello Spazio, e dal titolo Odissea del Tempo, ma con un approccio completamente diverso (e date le condizioni di salute di Clarke, è molto probabile che Baxter ne sia stato l'unico vero autore).
Alla fine ho deciso di leggerlo, ma i miei dubbi hanno avuto una completa coferma.
Il conflitto che è alla base del romanzo è lo scontro tra l'intelligenza artificiale e quella organica, scontro mediato dal fatto che lo sviluppo di quella artificiale è stata direttamente dovuta ad un atto volontario da parte di un umano.
Poi però, a parte delle elucubrazioni su cosa potrebbe succedere alle pressioni e temperature degli strati inferiori dell'atmosfera di Giove, che sono fuori della ragionevolezza scientifica attuale, ma nemmeno troppo spinte rispetto ad altre idee della Hard SF, la vicenda non offre molto di appassionante. Il personaggio centrale, derivato dal racconto di Clarke, è un misto di organico e di macchina, e onestamente non sono riuscito a farmi coinvolgere nei suoi problemi, esposti d'altra parte in modo molto poco emotivo.
Non mi sono quasi mai piaciuti i romanzi in cui il protagonista salta lo sviluppo temporale normale e si ritrova centinaia di anni dopo a far fronte a problemi che, se fosse una storia reale, non sarebbe nemmeno in grado di capire, ma qualche volta la narrazione è abbastanza accattivante da farmi coinvolgere almeno nella storia. Ma questa volta onestamente ho perso interesse al futuro del personaggio molto presto, visto la banalità del suo comportamento.
Onestamente un mediocre risultato da parte di due autori capaci di ben altro.
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